16/03/2007
Nessun uomo è un'isola

Nessun uomo è un'isola,
completo in se stesso;
ogni uomo è un pezzo del continente,
una parte del tutto.
Se anche solo una zolla
venisse lavata via dal mare,
l'Europa ne sarebbe diminuita,
come se le mancasse un promontorio,
come se venisse a mancare
una dimora di amici tuoi,
o la tua stessa casa.
La morte di qualsiasi uomo mi sminuisce,
perché io sono parte dell'umanità.
E dunque non chiedere mai
per chi suona la campana:
suona per te.

John Donne - Meditation XVII
postato da: AminaAmina alle ore 10:20 | Permalink | commenti (141)
categoria:pensieri, poesie, poesia, riflessioni, testi, per chi suona la campana, john donne
16/03/2007
... Mi chiamavo Sabina Spierlrein, quando morirò voglio che il Dott. Jung abbia la mia testa lui solo potrà  aprirla e sezionarla. Voglio che il mio corpo sia cremato e che le ceneri siano sparse sotto una quercia su cui sia scritto:
Anch'io sono stata un essere umano...




Tumbalalaika       

Shteyt a bocher, shteyt un tracht,
tracht un tracht a gantze nacht.
Vemen tsu nemen un nit far shemen, 
vemen tsu nemen un nit far shemen.  
Refrain:
Tumbala, tumbala, tumbalalaika,                              Locandina Prendimi l
Tumbala, tumbala, tumbalalaika
tumbalalaika, shpiel balalaika
tumbalalaika - freylach zol zayn

Meydl, meydl, ch'vel bay dir fregen,
Vos kan vaksn, vaksn on regn?
Vos kon brenen un nit oyfhern?
Vos kon benken, veynen on treren?

Narisher bocher, vos darfstu fregn?
A shteyn ken vaksn, vaksn on regn.
Libeh ken brenen un nit oyfhern.
A harts kon benkn, veynen on treren

Traduzione

Un giovane uomo riflette, tutta la notte
sarebbe sbagliato, si domanda, o forse giusto
dovrebbe rivelarle il suo amore, osare scegliere
e lei lo accetterebbe, oppure no?

Tumbala, tumbala, tumbalalaika,
Tumbala, tumbala, tumbalalaika
tumbalalaika, shpiel balalaika
tumbalalaika - freylach zol zayn

Fanciulla, dimmi di nuovo
cosa può crescere senza pioggia?
cosa può ardere per molti anni?
cosa può bramare e piangere senza lacrime?

Giovane sprovveduto, perché domandare ancora?
E’ la pietra che può crescere senza pioggia
E’ l’amore che può ardere per molti lunghi anni
Ed é Il cuore che può agognare e piangere senza lacrime.

Sabina Spierlrein

postato da: AminaAmina alle ore 18:01 | Permalink | commenti (12)
categoria:musica, riflessioni, traduzioni, ricordi, testi, canzoni, film, anima
18/03/2007
Bilie HolidayTony Scott, musicista  e suo collaboratore, ha detto di lei:
“… Billie Holiday è stata e sempre sarà un simbolo della solitudine: una vittima dell’american way of life come donna, come nera e come cantante jazz. Per la società bianca tutto questo voleva dire essere l’ultima ruota del carro. Questo insieme di shock e traumi la spinse a cercare un qualcosa che l’aiutasse ad annebbiare il dolore spirituale e mentale”.
“…Solo due donne nella mia vita non mi hanno mai offeso:  mia madre e Billie Holiday.
Tutti ascoltano i dischi di Billie, tutti conoscono il suo nome. Rappresenta la “vittima”.

La sua voce tocca chiunque, anche chi non capisce le parole, perchè il suo canto nasce direttamemte dall'anima. L'anima di un essere umano molto profondo, che capisce la tristezza, la felicità, la solitudine il successo ma che fu sempre destinata ad avere un no good ma a fianco, un buono a nulla..."

Strange Fruit, un inno contro il razzismoAbel Meeropol

Il testo è stato scritto da un bianco: Abel Meerpol, ebreo, poeta antirazzista, che lo firmò sotto lo pseudonimo di Lewis Allen.





Greensboro, Alabama, 1938

Southern trees bear a strange fruit,
Blood on the leaves and blood at the root,
Black bodies swinging in the southern breeze,
Strange fruit hanging from the poplar trees.

Pastoral scene of the gallant south,
The bulging eyes and the twisted mouth,
Scent of magnolia, sweet and fresh,
Then the sudden smell of burning flesh.

Here is fruit for the crows to pluck,
For the rain to gather, for the wind to suck,
For the sun to rot, for the trees to drop,
Here is a strange and bitter crop.

Gli alberi del sud hanno uno strano frutto,
Sangue sulle foglie e sangue alle radici,
Corpi neri oscillano nella brezza del sud,
Uno strano frutto appeso ai pioppi.

Scena pastorale del prode sud,
Gli occhi sporgenti e le bocche contorte,
Profumo di magnolia, dolce e fresco,
Poi l’improvviso odore di carne che brucia.

Ecco il frutto che i corvi beccano,
Che la pioggia coglie, che il vento succhia,
Che il sole fa marcire, che gli alberi fanno cadere,
Ecco un raccolto strano e amaro.


postato da: AminaAmina alle ore 11:48 | Permalink | commenti (1)
categoria:citazioni, musica, riflessioni, traduzioni, testi, canzoni, jazz
28/03/2007

EN El MUELLE D SAN BLAS


Ella despidió a su amor                                   

él partió en un barco en el quelle de San Blas  
él juró que volvería y empapada en llanto                                                  
ella juró que esperaría                                     
miles de lunas de lunas pasaron
y siempre ella estaba en el muelle, esperando
muchas tardes se anidaron
se anidaron en su pelo y en sus labios
Llevaba el mismo vestido
y por si él volviera no se fuera a equivocar
los cangrejos le mordían
sus ropajes, su tristeza y su ilusión
y el tiempo se escurrió
y sus ojos se le llenaron de amaneceres
y del mar se enamoró
y su cuerpo se enraizó en el muelle
Sola, sola, en el olvido
sola, sola con su espíritu
sola, sola con su amor el mar
sola, en el muelle de San Blas
Su cabello se blanqueó
pero ningún barco a su amor le devolvía
y en el pueblo le decían
le decían la loca del muelle de San Blas
y una tarde de abril
la intentaron trasladar al manicomio
nadie la pudo arrancar
y del mar nunca jamás la separaron
Sola, sola, en el olvido
sola, sola con su espíritu
sola, sola con su amor el mar
sola, en el muelle de San Blas
Sola, sola se quedó.

Lei salutò il suo amore,

lui partì con una barca nel molo di San Blas
Lui giurò che sarebbe tornato e impregnata di lacrime, lei giurò che avrebbe aspettato
Migliaia di lune passaroneo e lei sempre stava al molo aspettando
Molti pomeriggi si annidarono, si annidarono tra i suoi capelli e le sue labbra
Portava lo stesso vestito così se lui fosse tornato non si sarebbe sbagliato
I granchi le mordevano la sua tristezza, i suoi vestiti e la sua illusione
E il tempo trascorse e suoi occhi si riempirono di albe
e si innamorò del mare e il suo corpo mise le radici sul molo
Sola, sola nel dimenticare
Sola, sola con il suo spirito
Sola, sola con il suo amore il mare
Sola, sola nel molo di San Blas
I suoi capelli si fecero bianchi ma nessuna barca le riportava il suo amore
E nel paese le dicevano le dicevano la pazza del molo di San Blas
E un pomeriggio di aprile provarono a portarla la manicomio
Nessuno riuscì a sradicarla
E dal mare non la separarono più
Rimase sola, rimase sola sola
Rimase sola rimase con il sole e il mare
rimase qui rimase fino alla fine
rimase qui, rimase nel molo di San Blas
Sola sola rimase
postato da: AminaAmina alle ore 20:03 | Permalink | commenti (2)
categoria:musica, amore, traduzioni, ricordi, testi, canzoni
30/03/2007
"Padre nostro che sei nei cieli"  -  Pier Paolo Pasolini
 (da Affabulazione)        

(premi qui per ascoltarne la lettura di Vittorio Gassman)


Padre nostro che sei nei Cieli,                      Pasolini                 
io non sono mai stato ridicolo in tutta la vita.
Ho sempre avuto negli occhi un velo d'ironia.
Padre nostro che sei nei Cieli:
ecco un tuo figlio che, in terra, è padre...
È a terra, non si difende più...
Se tu lo interroghi, egli è pronto a risponderti.
È loquace. Come quelli che hanno appena avuto
una disgrazia e sono abituati alle disgrazie.
Anzi, ha bisogno, lui, di parlare:
tanto che ti parla anche se tu non lo interroghi.
Quanta inutile buona educazione!
Non sono mai stato maleducato una volta nella mia vita.
Avevo il tratto staccato dalle cose, e sapevo tacere.
Per difendermi, dopo l'ironia, avevo il silenzio.

Padre nostro che sei nei Cieli:
sono diventato padre, e il grigio degli alberi
sfioriti, e ormai senza frutti,
il grigio delle eclissi, per mano tua mi ha sempre difeso.Pasolini

Mi ha difeso dallo scandalo, dal dare in pasto
agli altri il mio potere perduto.
Infatti, Dio, io non ho mai dato l'ombra di uno scandalo.
Ero protetto dal mio possedere e dall'esperienza
del possedere, che mi rendeva, appunto,
ironico, silenzioso e infine inattaccabile come mio padre.
Ora tu mi hai lasciato.
Ah, ah, lo so ben io cosa ho sognato
Quel maledetto pomeriggio! Ho sognato Te.
Ecco perché è cambiata la mia vita.

E allora, poiché Ti ho,
che me ne faccio della paura del ridicolo?
I miei occhi sono divenuti due buffi e nudi
lampioni del mio deserto e della mia miseria.

Padre nostro che sei nei Cieli!
Che me ne faccio della mia buona educazione?
Chiacchiererò con Te come una vecchia, o un poveroPasolini
operaio che viene dalla campagna, reso quasi nudo
dalla coscienza dei quattro soldi che guadagna
e che dà subito alla moglie - restando, lui, squattrinato,
come un ragazzo, malgrado le sue tempie grigie
e i calzoni larghi e grigi delle persone anziane...
chiacchiererò con la mancanza di pudore
della gente inferiore, che Ti è tanto cara.
Sei contento? Ti confido il mio dolore;
e sto qui a aspettare la tua risposta
come un miserabile e buon gatto aspetta
gli avanzi, sotto il tavolo: Ti guardo, Ti guardo fisso,
come un bambino imbambolato e senza dignità.

La buona reputazione, ah, ah!
Padre nostro che sei nei Cieli,
cosa me ne faccio della buona reputazione, e del destino
- che sembrava tutt'uno col mio corpo e il mio tratto -
di non fare per nessuna ragione al mondo parlare di me?
Che me ne faccio di questa persona
cosi ben difesa contro gli imprevisti?
postato da: AminaAmina alle ore 16:29 | Permalink | commenti (1)
categoria:poesie, poesia, riflessioni, testi
18/04/2007
Clicca sull'immagine
EVERYTHING'S ALRIGHTJesus_Christ_Superstar_Soundtrack

MARY MAGDALENE

Try not to get worried, try not to turn on to
Problems that upset you, oh.
Don't you know
Everything's alright, yes, everything's fine.
And we want you to sleep well tonight.
Let the world turn without you tonight.
If we try, we'll get by, so forget all about us tonight

APOSTLES' WIVES

Everything's alright, yes, everything's alright, yes.

MARY MAGDALENE

Sleep and I shall soothe you, calm you, and anoint you.
Myrrh for your hot forehead, oh.
Then you'll feel
Everything's alright, yes, everything's fine.
And it's cool, and the ointment's sweet
For the fire in your head and feet.
Close your eyes, close your eyes
And relax, think of nothing tonight.

APOSTLES' WIVES
http://www.youtube.com/watch?v=jkje4FiH9Qc
Everything's alright, yes, everything's alright, yes.

JUDAS

Woman your fine ointment, brand new and expensive
Should have been saved for the poor.
Why has it been wasted? We could have raised maybe
Three hundred silver pieces or more.
People who are hungry, people who are starving
They matter more than your feet and hair!

MARY MAGDALENE

Try not to get worried, try not to turn on to
Problems that upset you, oh.
Don't you know

APOSTLES' WIVES and MARY

Everything's alright, yes, everything's alright, yes.

JESUS

Surely you're not saying we have the resources
To save the poor from their lot?
There will be poor always, pathetically struggling.
Look at the good things you've got.
Think while you still have me!
Move while you still see me!
You'll be lost, and you'll be sorry when I'm gone.

MARY MAGDALENE

Sleep and I shall soothe you, calm you and anoint you.
Myrrh for your hot forehead/
Then you'll feel
Everything's alright, yes, everything's fine.
And it's cool and the ointment's sweet
For the fire in your head and feet.
Close your eyes, close your eyes, and relax
Think of nothing tonight.

APOSTLES' WIVES

Everything's alright, yes, everything's alright, yes.

MARY MAGDALENE

Close your eyes, close your eyes, and relax


(Immagine da http://en.wikipedia.org/)
postato da: AminaAmina alle ore 19:39 | Permalink | commenti
categoria:musica, riflessioni, testi, canzoni
19/04/2007

Pink FloydVorrei che tu fossi qui

Così, così pensi di poter distinguere
il paradiso dall'inferno?
Cieli blu dal dolore?
Puoi distinguere un campo verde
da un freddo binario d'acciaio?
Un sorriso da un velo?
Pensi di essere capace di distinguerli?
E ti hanno portato a barattare
i tuoi eroi con dei fantasmi?
Ceneri roventi per degli alberi?
Aria bollente con una fresca brezza?
Una magra consolazione per il cambiamento?
E hai scambiato una parte da comparsa in guerra
con un ruolo di comando in gabbia?
Come vorrei, come vorrei che tu fossi qui.
Siamo solo due anime perse che nuotano in una boccia per i pesci.
Anno dopo anno,
correndo sempre sul solito terreno,
cosa abbiamo trovato?
Le stesse vecchie paure.
Vorrei che tu fossi qui.


immagine da http://www.pinkfloydsound.it/immagini_pink.htm
postato da: AminaAmina alle ore 19:03 | Permalink | commenti
categoria:musica, riflessioni, ricordi, testi, canzoni
27/04/2007
Luz casal
mina


















Clicca sull'immagine                                               Clicca sull'immagine           

           Un año de amor                                              Un anno d'amore

Lo nuestro se acabó
y te arrepentirás
de haberle puesto fin
a un año de amor.
Si ahora tu te vas
pronto descubrirás
que los días son eternos
y vacíos sin mí.
Y de noche , y de nochepor no sentirte solo,
recordarás nuestros días felices,
recordarás el sabor de mis besos.
Y entenderás en un sólo momento
que significa un año de amor.
Que significa un año de amor.

Te has parado a pensar
lo que sucederá
todo lo que perdemos
y lo que sufrirás.
Si ahora tu te vas
no recuperarás
los momentos felices
que te hice vivir.
Y de noche , y de noche
por no sentirte solo,
recordarás nuestros días felices,
recordarás el sabor de mis besos.
Y entenderás en un sólo momento
que significa un año de amor.
Y entenderás en un sólo momento
que significa un año de amor.

Si può finire qui
ma tu davvero vuoi
buttare via così
un anno d'amore?
Se adesso te ne vai
da domani saprai
un giorno com'è lungo
e vuotosenza me.
E di notte e di notte per non sentirti solo
ricorderaii tuoi giorni felici,
ricorderai  utti quanti i miei baci...
E capirai in un solo momento
cosa vuol direun anno d'amore,
cosa vuol direun anno d'amore.

Lo so non servirà
e tu mi lascerai
ma dimmi tu lo sai
che cosa perdiamo?
Se adesso te ne vai
non le ritroverai
le cose conosciute vissute
con me.
E di notte e di notte
per non sentirti solo
ricorderai i tuoi giorni felici,
ricorderai tutti quanti i miei baci...
E capirai in un solo momento
cosa vuol dire un anno d'amore.
E capirai in un solo momento
cosa vuol dire un anno d'amore.

 


immagine dahttp://www.elconfidencial.com/
postato da: AminaAmina alle ore 12:51 | Permalink | commenti
categoria:musica, riflessioni, traduzioni, ricordi, testi, canzoni
29/04/2007
Inno delle itako, le sciamane cieche del nord del Giappone.

Mi hai chiamato per nome, e sono arrivato.
Ora ascoltami, ascoltami.
Venendo dalle spiagge del paradiso,
Si sentono i pivieri cantare.
I pivieri sono orgogliosi della loro voce,
E cantano, cantano.
Perché mi hai fatto ritornare in questo mondo?

Lo chiamo per nome e lo spirito del morto viene.
Lo spirito viene con le maniche bagnate di lacrime.
Lo spirito viene col mantello coperto di gocce di rugiada.
Possiamo solo sentire la sua voce, non vediamo il suo volto.
Possiamo sentire il suono e non vediamo la forma.

Mi hai chiamato per nome, e sono arrivato.
Ora ascoltami, ascoltami.
Dammi dell'acqua da bere.
Ti chiedo l'acqua fredda di una sorgente
o le gocce della pioggia sulle giovani foglie.

Lo chiamo per nome e lo spirito del morto viene.
Dalla profondità della notte lo si sente arrivare,
Portato dalle infinite rapide correnti.
Lo spirito torna per danzare.
Lo spirito torna per raccontare.

Inno delle itako, le sciamane cieche del nord del Giappone.
postato da: AminaAmina alle ore 14:00 | Permalink | commenti (2)
categoria:citazioni, riflessioni, testi
30/04/2007
Frank SinatraE ora la fine è vicina
E quindi affronto l'ultimo sipario
Amico mio, lo dirò chiaramente
Ti dico qual è la mia situazione, della quale sono certo

Ho vissuto una vita piena
Ho viaggiato su tutte le strade
Ma più. Molto più di questo
L'ho fatto alla mia maniera

Rimpianti, ne ho avuti qualcuno
Ma ancora, troppo pochi per citarli
Ho fatto quello che dovevo fare
Ho visto tutto senza risparmiarmi nulla

Ho programmato ogni percorso
Ogni passo attento lungo la strada
Ma più, molto più di questo
L'ho fatto alla mia maniera

Sì, ci sono state volte, sono sicuro lo hai saputo
Ho ingoiato più di quello che potessi masticare
Ma attraverso tutto questo, quando c'era un dubbio
Ho mangiato e poi sputato
Ho affrontato tutto e sono rimasto in piedi
L'ho fatto alla mia maniera

Ho amato, ho riso e pianto
Ho avuto le mie soddisfazioni, la mia dose di sconfitte
E allora, mentre le lacrime si fermano,
Trovo tutto molto divertente

A pensare che ho fatto tutto questo;
E se posso dirlo - non sotto tono
"No, oh non io
L'ho fatto alla mia maniera"

Cos'è un uomo, che cos'ha?
Se non se stesso , allora non ha niente
Per dire le cose che davvero sente
E non le parole di uno che si inginocchia
La storia mostra che le ho prese
E l'ho fatto alla mia maniera

Immagine da http://www.frank-sinatra.org/
postato da: AminaAmina alle ore 14:04 | Permalink | commenti
categoria:pensieri, musica, riflessioni, traduzioni, ricordi, testi, canzoni
01/05/2007
   Clicca  sull'immagine


Bob Dylan

BOB DYLAN  -  THINGS HAVE  CHANGED

Un uomo preoccupato con un animo preoccupato
Nessuno di fronte a me e niente dietro
C'è una donna sul mio grembo e sta bevendo champagne
Ha la pelle bianca e gli occhi di assassina
Io guardo in alto verso i cieli di colore blu zaffiro
Sono vestito bene ed aspetto l'ultimo treno
Me ne sto sul patibolo con la testa nel cappio
Da un minuto all'altro mi aspetto che si scateni l'inferno

La gente è pazza ed i tempi sono strani
Sono legato stretto, sono fuori portata
Ero solito preoccuparmi, ma le cose sono cambiate

Questo posto non mi fa affatto bene
Sono nella città sbagliata, dovrei essere ad Hollywood
Solo per un attimo pensavo di aver visto qualcosa muoversi
Devo prendere lezioni di danza, ballare il jitterbug rag*
Niente abiti corti, devo vestirmi in lungo
Solo uno stupido qui dentro penserebbe di avere qualcosa da provare
E' passata troppa acqua sotto i ponti, ed anche un mucchio di altra roba
Non vi alzate signori, sono solo di passaggio

La gente è pazza ed i tempi sono strani
Sono legato stretto, sono fuori portata
Ero solito preoccuparmi, ma le cose sono cambiate

Ho camminato sulla cattiva strada per quaranta miglia
Se la Bibbia dice il vero il mondo sta per esplodere
Sto cercando di fuggire il più lontano possibile da me stesso
Certe cose sono troppo bollenti perchè le si possa toccare
L'animo umano non può reggere tanto
Non si può vincere con una mano perdente
Sento che mi innamorerò della prima donna che incontro
la metterò in una carriola e me la porterò per la strada

La gente è pazza ed i tempi sono strani
Sono legato stretto, sono fuori portata
Ero solito preoccuparmi, ma le cose sono cambiate

Basta poco a ferirmi, solo che non lo dò a vedere
Si può ferire qualcuno senza neanche accorgersene
I prossimi sessanta secondi potrebbero durare un eternità
toccherò il fondo, volerò alto
Tutta la verità nel mondo risulta un'unica grande menzogna
Sono innamorato di una donna che nemmeno mi piace
Mr. Jinx e Miss Lucy  sono finiti in un lago
Io non sono così impaziente di commettere un errore

La gente è pazza ed i tempi sono strani
Sono legato stretto, sono fuori portata
Ero solito preoccuparmi, ma le cose sono cambiate

Immagine da http://www.ondarock.it/songwriter/bobdylan.htm
postato da: AminaAmina alle ore 21:04 | Permalink | commenti (3)
categoria:pensieri, musica, riflessioni, traduzioni, ricordi, testi, canzoni
03/05/2007
Due soprannomi: Lady Day e Lady Time

Il primo attribuito a Billie Holiday da Lester Young.
Day derivava dal cognome della cantante, ma  intendeva qualcosa di più:
Day, come il trascorre del giorno, il passaggio dalla luce al crepuscolo, ma anche dal clamore del successo al buio della solitudine.

Il secondo attribuito ad Ella Fitzgerald, sempre da Lester Young, riferendosi alla sua incredibile capacità di scandire il tempo, simbolo della raffinata arte dello "scat".

Clicca sull'immagine                                                       Clicca sull'imagineBillie Holiday                            Ella Fitzgerald




















Immagine da http://www.cmgworldwide.com/music/holiday/index.php
Immagine da http://music.aol.com/artist/ella-fitzgerald/6503/main
postato da: AminaAmina alle ore 22:27 | Permalink | commenti (2)
categoria:citazioni, musica, riflessioni, ricordi, testi, canzoni, jazz
05/05/2007
IO PURELangston Hughes

Io pure canto l'America.
Sono il fratello più scuro.
Loro mi spediscono a mangiare in cucina
quando ci sono gli ospiti,
ma io me la rido,
e mangio con gusto,
e mi irrobustisco.
Domani
io sarò seduto a tavola
quando ci saranno ospiti.
Nessuno si azzarderà
a dirmi
" Vattene a mangiare in cucina "
Allora.
E per di più
si accorgeranno di come sono bello
e si vergogneranno -
Io pure sono l'America.

                               Langston Hughes

Immagine da http://it.wikipedia.org/wiki/Langston_Hughes
postato da: AminaAmina alle ore 11:58 | Permalink | commenti (1)
categoria:poesie, poesia, riflessioni, testi
05/05/2007
EnyaENYA - ONLY TIME

Solo Il Tempo


Chi può dire
dove va la strada
dove fluisce il giorno
- solo il tempo
E chi può dire
se il tuo amore cresce
come il tuo cuore scelse
- solo il tempo
Chi può dire
perché il tuo cuore sospira
come il tuo amore vola
- solo il tempo
E chi può dire
perché il tuo cuore piange
quando il tuo amore mente
- solo il tempo

Chi può dire
quando le strade incontrano
quell'amore che potrebbe essere
nel tuo cuore

E chi può dire
quando il giorno dorme
se la notte tiene
tutto il tuo cuore
La notte tiene tutto il tuo cuore.

Chi può dire
se il tuo amore cresce
come il tuo cuore scelse
- solo il tempo
E chi può dire
dove va la strada
dove fluisce il giorno
- solo il tempo

Chissà-solo il tempo
Chissà-solo il tempo


postato da: AminaAmina alle ore 17:21 | Permalink | commenti
categoria:musica, riflessioni, traduzioni, ricordi, testi, canzoni
05/05/2007
SIBILLA ALERAMO - TU, POESIA?

E se fossi tu, poesia,
a farmi vincere?Sibilla Aleràmo
Dove non valse il pianto,
dove non valse l'umile attesa.
Con la tua fiamma, poesia,
che'egli in me un poco amava.
Fossi tu a toccarlo, a riportarmelo!
Cose grandi, tante,
nel tempo, insperate,
senza ch'io chiedessi,
m'hai conquistate!
Egli altro non è che un fanciullo stolto,
un povero, malato fanciullo,
puoi tu raggiungerlo?
Luce di stelle è in te.
Fammi vincere!
Da cento e cento notti
invano la mia voce lo chiama,
ma tu carezzalo,
o afferralo, non so,
ridonamelo,
è un povero fanciullo, ma è l'amore,
e tu che sei mai, poesia,
se fra le mie mani non riporti il suo viso?


Immagine da http://it.wikipedia.org/wiki/Sibilla_Aleramo
postato da: AminaAmina alle ore 18:47 | Permalink | commenti (2)
categoria:poesie, poesia, riflessioni, testi