16/03/2007
Amina
Andate avanti, non mi aspettate,

rimango solo un poco a ricordare,

però vi prego non vi allontanate.



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categoria:pensieri, riflessioni, ricordare, ricordi
07/04/2007
"Poiché i nostri popoli sono sull'orlo della disperazione e della rassegnazione, abbiamo deciso di esprimere la nostra protesta e di scuotere la coscienza del popolo.
Il nostro gruppo è costituito da volontari, pronti a bruciarsi per la nostra causa.

Poiché ho avuto l'onore di estrarre il numero 1, è mio diritto scrivere la prima lettera ed essere la prima torcia umana.
Noi esigiamo l'abolizione della censura e la proibizione di Zpravy (il giornale delle forze d'occupazione sovietiche).
Se le nostre richieste non saranno esaudite entro cinque giorni, il 21 gennaio 1969, e se il nostro popolo non darà un sostegno sufficiente a quelle richieste, con uno sciopero generale e illimitato, una nuova torcia s'infiammerà". Fiaccola n.1

Jan PalachIl 16 gennaio del 1969 In Piazza San Venceslao,Jan Palach, 21 anni, sacrifica  la sua vita dandosi fuoco: E' La fiaccola n.1
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categoria:riflessioni, ricordare
27/01/2008

jona
Della poetessa berlinese Nelly Sachs, scampata all'olocausto.

Oh, i camini
Sulle ingegnose dimore della morte,
quando il corpo di Israele si disperse in fumo
per l'aria
e lo accolse, spazzacamino, una stella
che divenne nera
o era forse un raggio di sole?

Oh, i camini!
Vie di libertà per la polvere di Job e Geremia
Chi vi ha inventato e, pietra su pietra, ha costruito
La via per i fuggiaschi di fumo?

Oh, le dimore della morte,
invitanti per la padrona di casa
altrimenti ospite
oh, dita
che posate la soglia
come un coltello tra la vita e la morte

oh, i camini
oh, dita,
e il corpo di Israele in fumo per l'aria!

Oh, notte dei bambini piangenti!
Notte dei bimbi chiamati alla morte!
Non può più entrare il sonno.
Orribili guardiane
Hanno sostituito le madri,
nei muscoli delle mani tendono la falsa morte,
la spargono sui muri e sulle travi,
tutto fermenta nei nidi dell'orrore.
Paura allatta i bimbi e non la madre.

Appena ieri la mamma chiamava il sonno
Su loro, come una bianca luna,
in un braccio era la bambola
con le guance lavate dai baci,
nell'altro una bestia di pezza
fatta viva dall'amore
soffia ora il vento della morte,
solleva le camicie sui capelli
che nessuno più pettinerà.

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categoria:poesie, poesia, riflessioni, ricordare, testi
29/02/2008
valle giulia
IL PCI AI GIOVANI di Pier Paolo Pasolini

E’ triste.
La polemica contro il PCI andava fatta nella prima metà del decennio passato.
Siete in ritardo, figli.
E non ha nessuna importanza se allora non eravate ancora nati…
Adesso i giornalisti di tutto il mondo (compresi quelli delle televisioni) vi leccano
(come credo ancora si dica nel linguaggio delle Università) il culo.
Io no, amici.
Avete facce di figli di papà. Buona razza non mente.
Avete lo stesso occhio cattivo.
Siete paurosi, incerti, disperati (benissimo) ma sapete anche come essere prepotenti, ricattatori e sicuri: prerogative piccoloborghesi, amici.
Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte coi poliziotti, io simpatizzavo coi poliziotti!
Perché i poliziotti sono figli di poveri.
Vengono da periferie, contadine o urbane che siano.
Quanto a me, conosco assai bene il loro modo di esser stati bambini e ragazzi, le preziose mille lire, il padre rimasto ragazzo anche lui, a causa della miseria, che non dà autorità.
La madre incallita come un facchino, o tenera, per qualche malattia, come un uccellino; i tanti fratelli, la casupola tra gli orti con la salvia rossa (in terreni altrui, lottizzati);
i bassi sulle cloache; o gli appartamenti nei grandi caseggiati popolari, ecc. ecc.
E poi, guardateli come li vestono: come pagliacci,
con quella stoffa ruvida che puzza di rancio fureria e popolo.
Peggio di tutto, naturalmente, e lo stato psicologico cui sono ridotti
(per una quarantina di mille lire al mese):
senza più sorriso,
senza più amicizia col mondo, separati,
esclusi (in una esclusione che non ha uguali);
umiliati dalla perdita della qualità di uomini
per quella di poliziotti (l’essere odiati fa odiare).
Hanno vent’anni, la vostra età, cari e care.
Siamo ovviamente d’accordo contro l’istituzione della polizia.
Ma prendetevela contro la Magistratura, e vedrete!
I ragazzi poliziotti che voi per sacro teppismo (di eletta tradizione risorgimentale) di figli di papà, avete bastonato, appartengono all’altra classe sociale.
A Valle Giulia, ieri, si è cosi avuto un frammento di lotta di classe:
e voi, amici (benché dalla parte della ragione) eravate i ricchi,
mentre i poliziotti (che erano dalla parte del torto) erano i poveri.

Bella vittoria, dunque, la vostra!
In questi casi,
ai poliziotti si danno i fiori, amici

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categoria:poesie, poesia, politica, riflessioni, ricordare, ricordi