18/03/2007
Bilie HolidayTony Scott, musicista  e suo collaboratore, ha detto di lei:
“… Billie Holiday è stata e sempre sarà un simbolo della solitudine: una vittima dell’american way of life come donna, come nera e come cantante jazz. Per la società bianca tutto questo voleva dire essere l’ultima ruota del carro. Questo insieme di shock e traumi la spinse a cercare un qualcosa che l’aiutasse ad annebbiare il dolore spirituale e mentale”.
“…Solo due donne nella mia vita non mi hanno mai offeso:  mia madre e Billie Holiday.
Tutti ascoltano i dischi di Billie, tutti conoscono il suo nome. Rappresenta la “vittima”.

La sua voce tocca chiunque, anche chi non capisce le parole, perchè il suo canto nasce direttamemte dall'anima. L'anima di un essere umano molto profondo, che capisce la tristezza, la felicità, la solitudine il successo ma che fu sempre destinata ad avere un no good ma a fianco, un buono a nulla..."

Strange Fruit, un inno contro il razzismoAbel Meeropol

Il testo è stato scritto da un bianco: Abel Meerpol, ebreo, poeta antirazzista, che lo firmò sotto lo pseudonimo di Lewis Allen.





Greensboro, Alabama, 1938

Southern trees bear a strange fruit,
Blood on the leaves and blood at the root,
Black bodies swinging in the southern breeze,
Strange fruit hanging from the poplar trees.

Pastoral scene of the gallant south,
The bulging eyes and the twisted mouth,
Scent of magnolia, sweet and fresh,
Then the sudden smell of burning flesh.

Here is fruit for the crows to pluck,
For the rain to gather, for the wind to suck,
For the sun to rot, for the trees to drop,
Here is a strange and bitter crop.

Gli alberi del sud hanno uno strano frutto,
Sangue sulle foglie e sangue alle radici,
Corpi neri oscillano nella brezza del sud,
Uno strano frutto appeso ai pioppi.

Scena pastorale del prode sud,
Gli occhi sporgenti e le bocche contorte,
Profumo di magnolia, dolce e fresco,
Poi l’improvviso odore di carne che brucia.

Ecco il frutto che i corvi beccano,
Che la pioggia coglie, che il vento succhia,
Che il sole fa marcire, che gli alberi fanno cadere,
Ecco un raccolto strano e amaro.


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03/05/2007
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lester Young
Dedicata da Lester Young a Billie Holiday

Billie
bella, bambina violentata,
lo stupro primaverile di una dea
lo stupro che rimaneva perfino dopo
un bagno bollente alla fine della notte.
Ritornavano a casa ubriachi,
con il suo odore,
la carne della dea della primavera
che lentamente veniva masticata da bestie invernali.

Immagine da http://www.jazzmississippi.com
postato da: AminaAmina alle ore 20:58 | Permalink | commenti
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03/05/2007
Due soprannomi: Lady Day e Lady Time

Il primo attribuito a Billie Holiday da Lester Young.
Day derivava dal cognome della cantante, ma  intendeva qualcosa di più:
Day, come il trascorre del giorno, il passaggio dalla luce al crepuscolo, ma anche dal clamore del successo al buio della solitudine.

Il secondo attribuito ad Ella Fitzgerald, sempre da Lester Young, riferendosi alla sua incredibile capacità di scandire il tempo, simbolo della raffinata arte dello "scat".

Clicca sull'immagine                                                       Clicca sull'imagineBillie Holiday                            Ella Fitzgerald




















Immagine da http://www.cmgworldwide.com/music/holiday/index.php
Immagine da http://music.aol.com/artist/ella-fitzgerald/6503/main
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04/05/2007
Quando un strumento riproduce una melodia che sembra "racconti" l'emozione con tutta la forza interiore del suo interprete. Il pezzo che vi propongo è Petite Fleure.

Sidney Bechet
Seguite il link:
http://www.audio-visual-trivia.com/2004/09/sidney_bechet.html e, successivamente, cliccate play sull'immagine della riproduzione file audio. Sidney Bechet



Penso ne valga la pena.
Vi invito a commentare.
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04/05/2007
"Il musicista nero prende il suo strumento e soffia dei suoni che non aveva mai pensato prima. Egli improvvisa, crea e trasforma ciò che gli viene dalla sua interiorità. E' la sua  anima, è la musica della sua  anima"  MALCOLM X
postato da: AminaAmina alle ore 19:36 | Permalink | commenti (1)
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