16/03/2007

Preciso che l'impaginazione di questo blog,
propone i post dal più  vecchio  al più  recente.
Vi ringrazio per proseguire il cammino.
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Sharbat Gula - Steve McCurry
Sharbat Gula
Steve McCurry©National Geographic Society
burka Nessuno può immaginare
Quel che dico quando me ne sto in silenzio
Chi vedo quando chiudo gli occhi
Come vengo sospinta quando vengo sospinta
Cosa cerco quando lascio libere le mie mani.

Nessuno, nessuno sa
Quando ho fame, quando parto
Quando cammino e quando mi perdo,
nessuno sa che per me andare è ritornare, e ritornare è indietreggiare
che la mia debolezza è una maschera e la mia forza è una maschera
e quel che seguirà è una tempesta.

Credono di sapere
Ed io glielo lascio credere
E creo.  

Hanno costruito per me una gabbia affinché la mia libertà fosse una loro concessione
E ringraziassi e obbedissi
Ma io sono libera prima e dopo di loro, con e senza di loro
Sono libera nella vittoria e nella sconfitta
La mia prigione è la mia volontà!

La chiave della prigione è la loro lingua
Tuttavia la loro lingua si avvinghia intorno alle dita del mio desiderio
E al mio desiderio non impartiscono ordini.
Sono una donna.

Credono che la mia libertà sia loro proprietà
Ed io glielo lascio credere
E creo.

(Joumana Haddad)

postato da: AminaAmina alle ore 10:21 | Permalink | commenti (10)
categoria:poesie, poesia, riflessioni, foto, fotografia, burka
16/03/2007
Etty30Tienanmen - 4 giugno 1989
Monaci Birmani
postato da: AminaAmina alle ore 10:37 | Permalink | commenti (8)
categoria:pensieri, riflessioni, foto, fotografia
16/03/2007
Man Ray Hand on Lip














Non si dovrebbe mai tacere....
Mai.
postato da: AminaAmina alle ore 16:58 | Permalink | commenti (4)
categoria:pensieri, riflessioni, foto, fotografia
19/03/2007
Doisneau ritratto da Cartier Bresson




«Quello che io cercavo di mostrare era un mondo dove mi sarei sentito bene, dove le persone sarebbero state gentili, dove avrei trovato la tenerezza che speravo di ricevere. Le mie foto erano come una prova che questo mondo può esistere.»
Robert Doisneau
















postato da: AminaAmina alle ore 13:45 | Permalink | commenti (13)
categoria:foto, fotografia
25/04/2007
Bella Ciao

Stamattina mi sono alzato
o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao
stamattina mi sono alzato
e ci ho trovato l'invasor.

O partigiano, portami via
o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao
o partigiano, portami via/ che mi sento di morir.

E se muoio da partigiano
o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao
e se muoio da partigiano tu mi devi seppellir.

Seppellire lassù in montagna
o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao
seppellire lassù in montagna sotto l'ombra di un bel fior.

E le genti che passeranno
o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao
e le genti che passeranno e diranno: o che bel fior!.

E' questo il fiore del partigiano
o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao
è questo il fiore del partigiano morto per la libertà

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categoria:pensieri, riflessioni, ricordi, canzoni, fotografia
14/06/2007
       Clicca sull'immagine                                                     Tina Modotti
Pablo NerudaTina Modotti















TINA MODOTTI E' MORTA   di  Pablo Neruda
 

Tina Modotti, sorella, tu non dormi, no, non dormi:
forse il tuo cuore sente crescere la rosa
di ieri, l'ultima rosa di ieri, la nuova rosa.
Riposa dolcemente, sorella.

La nuova rosa è tua, la nuova terra è tua:
ti sei messa una nuova veste di semente profonda
e il tuo soave silenzio si colma di radici.
Non dormirai invano, sorella.

Puro è il tuo dolce nome, pura la tua fragile vita:
di ape, ombra, fuoco, neve, silenzio, spuma,
d'acciaio, linea, polline, si è fatta la tua ferrea,
la tua delicata struttura.

Lo sciacallo sul gioiello del tuo corpo addormentato
ancora protende la penna e l'anima insanguinata
come se tu potessi, sorella, risollevarti
e sorridere sopra il fango.

Nella mia patria ti porto perché non ti tocchino,
nella mia patria di neve perché alla tua purezza
non arrivi l'assassino, né lo sciacallo, né il venduto:
laggiù starai tranquilla.

Non odi un passo, un passo pieno di passi, qualcosa
di grande dalla steppa, dal Don, dalle terre del freddo?
Non odi un passo fermo di soldato nella neve?
Sorella, sono i tuoi passi.

Verranno un giorno sulla tua piccola tomba
prima che le rose di ieri si disperdano,
verranno a vedere quelli d'una volta, domani,
là dove sta bruciando il tuo silenzio.

Un mondo marcia verso il luogo dove tu andavi, sorella.
Avanzano ogni giorni i canti della tua bocca
nella bocca del popolo glorioso che tu amavi.
Valoroso era il tuo cuore.

Nelle vecchie cucine della tua patria, nelle strade
polverose, qualcosa si mormora e passa,
qualcosa torna alla fiamma del tuo adorato popolo,
qualcosa si desta e canta.

Sono i tuoi, sorella: quelli che oggi pronunciano il tuo nome,
quelli che da tutte le parti, dall'acqua, dalla terra,
col tuo nome altri nomi tacciamo e diciamo.
Perché non muore il fuoco.

5 gennaio 1942

Immagine da http://www.photographers.it/articoli/tinamodotti.htm
postato da: AminaAmina alle ore 18:04 | Permalink | commenti (1)
categoria:poesie, poesia, riflessioni, fotografia