28/03/2007

EN El MUELLE D SAN BLAS


Ella despidió a su amor                                   

él partió en un barco en el quelle de San Blas  
él juró que volvería y empapada en llanto                                                  
ella juró que esperaría                                     
miles de lunas de lunas pasaron
y siempre ella estaba en el muelle, esperando
muchas tardes se anidaron
se anidaron en su pelo y en sus labios
Llevaba el mismo vestido
y por si él volviera no se fuera a equivocar
los cangrejos le mordían
sus ropajes, su tristeza y su ilusión
y el tiempo se escurrió
y sus ojos se le llenaron de amaneceres
y del mar se enamoró
y su cuerpo se enraizó en el muelle
Sola, sola, en el olvido
sola, sola con su espíritu
sola, sola con su amor el mar
sola, en el muelle de San Blas
Su cabello se blanqueó
pero ningún barco a su amor le devolvía
y en el pueblo le decían
le decían la loca del muelle de San Blas
y una tarde de abril
la intentaron trasladar al manicomio
nadie la pudo arrancar
y del mar nunca jamás la separaron
Sola, sola, en el olvido
sola, sola con su espíritu
sola, sola con su amor el mar
sola, en el muelle de San Blas
Sola, sola se quedó.

Lei salutò il suo amore,

lui partì con una barca nel molo di San Blas
Lui giurò che sarebbe tornato e impregnata di lacrime, lei giurò che avrebbe aspettato
Migliaia di lune passaroneo e lei sempre stava al molo aspettando
Molti pomeriggi si annidarono, si annidarono tra i suoi capelli e le sue labbra
Portava lo stesso vestito così se lui fosse tornato non si sarebbe sbagliato
I granchi le mordevano la sua tristezza, i suoi vestiti e la sua illusione
E il tempo trascorse e suoi occhi si riempirono di albe
e si innamorò del mare e il suo corpo mise le radici sul molo
Sola, sola nel dimenticare
Sola, sola con il suo spirito
Sola, sola con il suo amore il mare
Sola, sola nel molo di San Blas
I suoi capelli si fecero bianchi ma nessuna barca le riportava il suo amore
E nel paese le dicevano le dicevano la pazza del molo di San Blas
E un pomeriggio di aprile provarono a portarla la manicomio
Nessuno riuscì a sradicarla
E dal mare non la separarono più
Rimase sola, rimase sola sola
Rimase sola rimase con il sole e il mare
rimase qui rimase fino alla fine
rimase qui, rimase nel molo di San Blas
Sola sola rimase
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categoria:musica, amore, traduzioni, ricordi, testi, canzoni
30/03/2007

Un giorno, ero già avanti negli anni, in una hall mi è venuto incontro un uomo. Si è presentato e mi ha detto: “La conosco da sempre. Tutti dicono che da giovane lei era bella, io sono venuto a dirle che la trovo più bella ora, preferisco il suo volto devastato a quello che aveva da giovane”.
Penso spesso a un’immagine che solo io vedo ancora e di cui non ho mai parlato. È sempre lì, fasciata di silenzio, e mi meraviglia. La prediligo fra tutte, in lei mi riconosco, m’incanto.

Presto fu tardi nella mia vita. A diciott’anni era già troppo tardi. Tra i diciotto e i venticinque anni il mio viso ha deviato in maniera imprevista. Sono invecchiata a diciott’anni. Non so se succeda a tutti, non l’ho mai chiesto. Mi sembra di avere sentito dire che qualche volta un’accelerazione del tempo può investirci quando attraversiamo l’età giovane, la più esaltata della vita. È stato un invecchiamento brutale. L’ho visto impossessarsi dei miei lineamenti uno a uno, alterare il rapporto che c’era tra di loro, rendere gli occhi più grandi, lo sguardo più triste, la bocca più netta, incidere sulla fronte fenditure profonde. Invece di esserne spaventata, ho assistito a quest’invecchiamento con lo stesso interesse che avrei potuto prestare allo svolgersi di una lettura. E poi sapevo di non sbagliarmi: un giorno avrebbe rallentato la corsa e avrebbe preso un ritmo normale. Chi mi aveva conosciuta a diciassette anni, all’epoca del mio viaggio in Francia, è rimasto impressionato quando mi ha rivista, due anni dopo, diciannovenne. Quel nuovo viso si è mantenuto così, è diventato il mio viso. Certo, è invecchiato ancora, ma relativamente meno di quel che avrebbe dovuto. È un viso lacerato da rughe nette e profonde, con la pelle screpolata. Non ha ceduto come certi volti dai lineamenti minuti, ha mantenuto gli stessi contorni, ma la materia di cui è fatto è andata distrutta. Ho un viso distrutto.
Dunque, ho quindici anni e mezzo.
Un traghetto attraversa il Mekong.
L’immagine dura per tutto l’attraversamento del fiume.
Ho quindici anni e mezzo, non ci sono stagioni in questi paesi, il clima è sempre uguale, afoso, monotono, siamo in quella fascia calda della terra che non ha primavere, non ha risvegli. ......

lamanteAnni e anni dopo la guerra, dopo i matrimoni, i figli, i divorzi, i libri, era venuto a Parigi con la moglie, Le aveva telefonato. Sono io. Lei l’aveva riconosciuto alla voce. Le aveva detto: volevo solo sentire la tua voce. Lei aveva detto, ciao, sono io. Era intimidito, aveva paura come prima, la voce improvvisamente gli tremava e in quel tremito, improvvisamente, lei aveva ritrovato l’accento cinese. Lui sapeva che lei aveva cominciato a scriver libri, l’aveva saputo dalla madre incontrata a Saigon. Sapeva  del fratello piccolo, disse che ne aveva sofferto pensando a lei. E poi sembrava che non avesse altro da dire. Ma poi glielo aveva detto.
Le aveva detto che era come prima, che l’amava ancora, che non avrebbe potuto mai smettere d’amarla, che l’avrebbe amata fino alla morte.

MARGUERITE DURAS - L'AMANTE


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categoria:citazioni, amore, film
31/03/2007

Pedro SalinasE sto abbracciato a te
senza chiederti nulla, per timore
che non sia vero
che tu vivi e mi ami.
                              
E sto abbracciato a te
senza guardarti e senza toccarti.
Non debba mai scoprire
con domande, con carezze,
quella solitudine immensa
d'amarti solo io.

Pedro Salinas - La voce a te dovuta




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categoria:poesie, poesia, amore, riflessioni
01/04/2007
Alanis Morissette - Thank You

e se smettessi di prendere questi antibioticiAlanis Morissette
e se smettessi di mangiare quando sono piena
e che dire di quelle carote trasparenti penzolanti
e che dire di quel kudo eternamente elusivo
grazie india
grazie terrore
grazie disillusione
grazie fragilità
grazie conseguenze
grazie grazie silenzio
e se smettessi di incolparti di tutto
e se per una volta godessi del momento
e che dire di quando mi fa sentire
bene finalmente perdonarti
e se piangessimo tutto uno alla volta
grazie india
grazie terrore
grazie disillusione
grazie fragilità
grazie conseguenze
grazie grazie silenzio
il momento in cui ho mollato è stato il momento
in cui avevo troppo per le mani
il momento in cui sono saltata giù
è stato il momento in cui ho toccato terra
e se smettessi di essere masochista
e se ricordassi la tua divinità
e se piangessi sfrontatamente fino a finire le lacrime
e se non mettessi sullo stesso piano la morte
con il fatto di finirla
grazie india
grazie provvidenza
grazie disillusione
grazie nulla
grazie chiarezza
grazie grazie silenzio

Alanis Morissette - That I Would Be Good

Che avrei fatto la brava anche se non avessi                                    
combinato niente                                                
            Clicca sull'immagineMorissette Alanis
che avrei fatto la brava anche se avessi ricevuto il pollice verso
che avrei fatto la brava se mi fossi ammalata e lo fossi rimasta
che avrei fatto la brava anche se avessi guadagnato cinque chili
che sarei stata bene anche se fossi finita in bancarotta
che avrei fatta la brava anche se avessi perso i miei capelli e la mia giovinezza
che sarei stata grande se non fossi stata più la regina
che sarei stata grandiosa se non fossi stata più conosciuta da tutti
che sarei stata amata anche quando mi stordisco
che avrei fatto la brava anche quando sono sopraffatta
che sarei stato amata anche quando ero su tutte le furie
che avrei fatto la brava anche quando ero appiccicosa
che avrei fatto la brava anche se avessi perso la ragione
che avrei fatto la brava con o senza di te
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categoria:amore, riflessioni, ricordi, canzoni, foto
13/03/2009
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categoria:musica, amore, riflessioni, canzoni, povia
13/03/2009
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categoria:musica, amore
13/03/2009
Ovidio - L'arte di Amare

Il letto è un rifugio di piacere e pazzia intima.
Un labirinto chiuso -
radura di lingue tristi
quando la voce svanisce.
Sabbia e ombre
dove sembra esserci
una casa illuminata.
Il letto è un cubicolo che appartiene
al mondo del silenzio.
Chi ha abbandonato il letto
e salta sulla foresta dell'amore
lascia per terra
l'eccesso, la fragilità, i crimini commessi -
crimini e peccati della passione
che non ha esistenza reale
nella città, neppure
nelle altre radure della
casa - altro desiderio
non ha la carne
che non sia la morte.



Elton John - Voglio amore

Voglio amore, ma è impossibile
Un uomo come me, così irresponsabile
Un uomo come me è morto nei luoghi dove
Altri uomini si sentono liberati
E non posso amare, congettura piena di buchi
Non sento nulla, sento solo freddo
Non sento nulla, solo vecchie ferite
Che si induriscono attorno al mio cuore
Ma voglio amare,
Solo di un genere diverso
Voglio amore,
Non mi stroncherà
Non mi murerà vivo,
Non mi rinchiuderà
Voglio un amore,
Che non significhi nulla
Questo è l’amore che voglio
Voglio amore
Voglio amore a modo mio
Dopo tutto quello che ho imparato
Io, porto troppo bagaglio
Oh cielo ho visto così tanto traffico
Ma voglio amare
Solo di un genere diverso
Voglio amore,
Non mi stroncherà
Non mi murerà vivo,
Non mi rinchiuderà
Voglio un amore,
Che non significhi nulla
Questo è l’amore che voglio,
Voglio amore
Allora provocalo, sono stato ferito
Non darmi amore che sia pulito e tranquillo
Sono pronto per le cose più dure
Nessuna dolce storia d’amore, ne ho avute abbastanza
Un uomo come me è morto in luoghi dove
Altri uomini si sentono liberati
Ma voglio amare,
Solo di un genere diverso
Voglio amore,
Non mi stroncherà
Non mi murerà vivo,
Non mi rinchiuderà
Voglio un amore
Che non significhi nulla
Questo è l’amore che voglio,
Voglio amore


1976 Pooh - Pierre

postato da: AminaAmina alle ore 10:25 | Permalink | commenti
categoria:amore, riflessioni, testi, video