Dunque, che dire di me? Brevemente le caratteristiche legate all'aspetto.
Piccolina, capelli neri, occhi marrone scurissimo. Ad oggi, un fisico da ex-minuta!
E se Dio vuole, l'argomento identikit si è esaurito, per far posto però al prossimo che è non di meno complicato:
le caratteristiche legate al carattere. Non mi piace parlarne. Voglio dire, preferisco che siano gli altri a farsi delle idee su di me ed esprimano poi le loro valutazioni, i loro giudizi e magari anche le loro critiche.
A volte, crediamo di essere in un certo modo: affettuosi, generosi, dolci, attenti ....
Pensiamo, in assoluta buona fede, di essere strutturati così. Ma possiamo però essere smentiti da chi ci vive, da chi ci condivide.
Credo che solo attraverso i comportamenti, sia possibile materializzare il nostro modo di essere.
Dire di essere, non sempre significa essere per davvero.
In questo momento della vita , per ragioni contingenti, gli interessi sono pochi, pochissimi e occasionali.
Sopravvive la lettura, accompagnata da una incontenibile voglia di sapere. Di provare l'emozione della scoperta, della conoscenza, della comprensione. Direi qui, di essere ancora, e comunque, una curiosa della vita.
Imparare, quindi, il verbo coniugato all'infinito.
Gli amici: fondamentali ed imprescindibili sempre.
I miei pilastri: l'attenzione alla propria "salute" morale, la coerenza, l'autonomia di pensiero, la consapevolezza, il rispetto, la trasparenza, l'attenzione, l'amore, cerco, a volte con fatica, di mantenerli sempre saldi.
Pant, pant, pant, ho il fiatone alle mani!!!!!
Non credo sia possibile per me scrivere di più, per ora.
Un dettaglio? Una superflua convenzione?
Il mio nome. Raffaela
(Non pensiate che mi sia rimasta sulla tastiera una elle di meno. E' proprio
così).------------------------------
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Francesco... amico generoso che tanto sa ascoltare
Crescere vuol dire avere il coraggio di non strappare le pagine della nostra vita ma semplicemente voltare pagina.
Crescere significa riuscire a superare i grandi dolori senza dimenticare.
Crescere significa avere il coraggio di guardare il mondo e di sorridere.
Crescere significa guardarsi indietro e abbracciare i ricordi senza piangere.
Crescere è saper distinguere la realtà dai sogni.
Crescere è sapersi rialzare dopo una brutta caduta.
Crescere... non tutti hanno voglia di crescere... forse perché sono consapevoli delle difficoltà che incontreranno crescendo......
Jim Morrison
Il letto è un rifugio di piacere e pazzia intima.
Un labirinto chiuso -
radura di lingue tristi
quando la voce svanisce.
Sabbia e ombre
dove sembra esserci
una casa illuminata.
Il letto è un cubicolo che appartiene
al mondo del silenzio.
Chi ha abbandonato il letto
e salta sulla foresta dell'amore
lascia per terra
l'eccesso, la fragilità, i crimini commessi -
crimini e peccati della passione
che non ha esistenza reale
nella città, neppure
nelle altre radure della
casa - altro desiderio
non ha la carne
che non sia la morte.
Elton John - Voglio amore
Voglio amore, ma è impossibile
Un uomo come me, così irresponsabile
Un uomo come me è morto nei luoghi dove
Altri uomini si sentono liberati
E non posso amare, congettura piena di buchi
Non sento nulla, sento solo freddo
Non sento nulla, solo vecchie ferite
Che si induriscono attorno al mio cuore
Ma voglio amare,
Solo di un genere diverso
Voglio amore,
Non mi stroncherà
Non mi murerà vivo,
Non mi rinchiuderà
Voglio un amore,
Che non significhi nulla
Questo è l’amore che voglio
Voglio amore
Voglio amore a modo mio
Dopo tutto quello che ho imparato
Io, porto troppo bagaglio
Oh cielo ho visto così tanto traffico
Ma voglio amare
Solo di un genere diverso
Voglio amore,
Non mi stroncherà
Non mi murerà vivo,
Non mi rinchiuderà
Voglio un amore,
Che non significhi nulla
Questo è l’amore che voglio,
Voglio amore
Allora provocalo, sono stato ferito
Non darmi amore che sia pulito e tranquillo
Sono pronto per le cose più dure
Nessuna dolce storia d’amore, ne ho avute abbastanza
Un uomo come me è morto in luoghi dove
Altri uomini si sentono liberati Ma voglio amare,
Solo di un genere diverso
Voglio amore,
Non mi stroncherà
Non mi murerà vivo,
Non mi rinchiuderà
Voglio un amore
Che non significhi nulla
Questo è l’amore che voglio,
Voglio amore
Avevo circa quattordici anni, credo, quando l'ascoltai;
ricordo la sensazione provata che oggi definirei una vertigine ritmica.
E' passato tanto del tempo, nulla è mutato, la sensazione è la stessa:
a tutto volume, nella sezione finale dei fiati, un vortice in un'altamarea di suoni.
Dite:
è faticoso frequentare bambini.
Avete ragione.
Poi aggiungete:
bisogna mettersi al loro livello,
abbassarsi,inclinarsi,
curvarsi,farsi piccoli.
Ora avete torto.
Non è questo che più stanca.
E' piuttosto il fatto di essere obbligati ad innalzarsi
fino all'altezza dei loro sentimenti.
Tirarsi,allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi.
Per non ferirli.
Dove sono finiti i fiori,
nello scorrer del tempo,
Dove sono finiti i fiori
tanto tempo fa?
Dove sono finiti i fiori?
Li han presi tutti le ragazze!
E quando impareranno, allora,
Quando impareranno?
Dove sono finite le ragazze,
nello scorrer del tempo,
Dove sono finite le ragazze
tanto tempo fa?
Dove sono finite le ragazze?
Le han prese tutte i ragazzi!
E quando impareranno, allora,
Quando impareranno?
Dove sono finiti i ragazzi,
nello scorrer del tempo,
Dove sono finiti i ragazzi,
tanto tempo fa?
Dove sono finiti i ragazzi?
Tutti quanti sono soldati!
E quando impareranno, allora,
Quando impareranno?
E dove sono finiti i soldati,
nello scorrer del tempo,
Dove sono finiti i soldati,
tanto tempo fa?
Dove sono finiti i soldati?
Tutti quanti dentro alle tombe!
E quando impareranno, allora,
Quando impareranno?
E dove sono finite le tombe,
nello scorrer del tempo,
Dove sono finite le tombe,
tanto tempo fa?
Dove sono finite le tombe?
Sono ridiventate fiori!
E quando impareranno, allora,
Quando impareranno?
Dove sono finiti i fiori,
nello scorrer del tempo,
Dove sono finiti i fiori
tanto tempo fa?
Dove sono finiti i fiori?
Li han presi tutti le ragazze!
E quando impareranno, allora,
Quando impareranno?
Come quietamente i giusti spirano
e alle anime loro sussurrano di andare,
mentre alcuni dei tristi amici dicono:
si spegne il suo respiro, ed altri: non ancora,
sciogliamoci così, senza voce, né flutto
di lacrime muoviamo, né furia di sospiri:
si profana la gioia
svelando ai secolari questo amore.
Il moto della terra porta mali e paure,
specula l'uomo il fatto e ciò che volle dire,
ma la trepidazione delle sfere
è innocente, seppur tanto maggiore.
L'amore degli ottusi amanti sublunari
(la cui anima è il senso) non intende
l'assenza, che rimuove
le cose che gli furono elemento.
Ma noi, grazie ad un amore raffinato
al punto che noi stessi ne ignoriamo l'essenza,
nella mutua certezza della mente
meno curiamo perdere labbra, pupille, mani.
Le nostre anime, dunque, che sono una,
sebbene io debba andare, non patiscono
frattura ma espansione, come oro
battuto fino alla più aurea lama.
Siano pur due, lo sono come i rigidi
gemelli del compasso sono due:
la tua anima il piede fisso che, all'apparenza
immoto, muove al moto del compagno
e, se pure dimori nel suo centro
quando l'altro si spinge più lontano,
piega e lo segue intento
e torna eretto al suo tornare al centro.
Così tu sei per me che debbo, simile
all'altro piede, obliquamente correre:
la tua fermezza chiude giustamente il mio cerchio
e al mio principio mi riporta sempre.
Hoy viene a mi la damisela soledad
con pamela, impertinentes y botón
de amapola en el oleaje de sus vuelos.
Hoy la voluble señorita es amistad
y acaricia finalmente el corazón
con su más delgado pétalo de hielo.
Por eso hoy
gentilmente te convido a pasear
por el patio, hasta el florido pabellón
de aquel árbol que plantaron los abuelos.
Hoy el ensueño es como el musgo en el brocal
dibujando los abismos de un amor
melancólico, sutil, pálido cielo.
Viene a mí, avanza,
viene tan despacio,
viene en una danza
leve en el espacio.
Cedo, me hago lacio
y ya vuelo, ave.
Se mece la nave,
lenta como el tul,
en la brisa suave
niña del azul.
Oh melancolía, novia silenciosa,
íntima pareja del ayer.
Oh melancolía, amante dichosa,
siempre me arrebata tu placer.
Oh melancolía, señora del tiempo,
beso que retorna como el mar.
Oh melancolía, rosa del aliento,
dime quién me puede amar.
Ilpezzo segue il movimento della Sonata per piano No. 8 in C minore («Patética») Op. 13 di Ludwig van Beethoven
Esiste un gruppo di amici:
Aralia Delizia Nanà Ostenda Samsim Achille Akademie Kanemakkina Jazz Melmoth Nemo Virus ed altri ancora....
A tutti dico: grazie davvero.
Vi dedico questa canzone con tenenerezza e affetto.
Alcuni so capiteranno qui, altri... chissà, forse.
Un sorriso.