Il libro deve essere giudicato nel suo insieme e allora ne scaturisce una terribile moralità.
Dunque non devo essere della singolare indulgenza che incrimina solo 13 poesie su 100.
Un'indulgenza molto funesta per me.
E' pesando all'unità del mio libro che dicevo al giudice istruttore:
- Il mio unico torto è stato quello di contare sull'intelligenza universale, e non di aver fatto una prefazione in cui dichiarare i miei principi letterari e mettere in evidenza la questione della morale [...]
Il volume ha un prezzo elevato. E' già una garanzia importante.
Dunque non mi rivolgo alla folla [...]
- Potrei fare una biblioteca di libri moderni non perseguiti penalmente, malgrado non emanino, come il mio, "l'orrore del male".
Da 30 anni la letteratura è di una libertà che si vuole bruscamente fare pagare a me.
E' giusto?
- Ci sono molte morali. c'è quella positiva e pratica cui tutti devono obbedire,. Ma c'è quella artistica che è assolutamente diversa. e l'arte l'ha provato fin dagli albori del mondo. ci sono anche molti tipi di libertà. c'è quella per il genio e quella, molto più ridotto, per gli sporcaccioni.
- [...] Ripeto che un libro deve essere giudicato nel suo insieme. Opporrò a una bestemmia degli slanci verso il cielo, a un'oscenità dei sentimentalismi platonici.
- Tutti i volumi di poesia sono fatti così fin dall'inizio della poesia. Ma era impossibile fare diversamente in libro destinato a rappresentare il "turbamento della mente del male". [...]
Il nuovo regime napoleonico, dopo essersi dato lustro in guerra, deve cercare di darselo nelle lettere ne e nelle arti.
Cos'è questa morale bigotta, pudibonda, dispettosa, che riesce solo a creare dei cospiratori anche nella schiera così quieta dei sognatori?
E' una morale che arriverebbe a dire:
ormai si faranno solo libri consolanti, utili a dimostrare che l'uomo è nato buono e che tutti sono felici - abominevole ipocrisia!
1857 Baudelaire è condannato a pene pecuniarie e 6 poesie censurate per pubblicazione oscena.








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