01/04/2007
Alanis Morissette - Thank You

e se smettessi di prendere questi antibioticiAlanis Morissette
e se smettessi di mangiare quando sono piena
e che dire di quelle carote trasparenti penzolanti
e che dire di quel kudo eternamente elusivo
grazie india
grazie terrore
grazie disillusione
grazie fragilità
grazie conseguenze
grazie grazie silenzio
e se smettessi di incolparti di tutto
e se per una volta godessi del momento
e che dire di quando mi fa sentire
bene finalmente perdonarti
e se piangessimo tutto uno alla volta
grazie india
grazie terrore
grazie disillusione
grazie fragilità
grazie conseguenze
grazie grazie silenzio
il momento in cui ho mollato è stato il momento
in cui avevo troppo per le mani
il momento in cui sono saltata giù
è stato il momento in cui ho toccato terra
e se smettessi di essere masochista
e se ricordassi la tua divinità
e se piangessi sfrontatamente fino a finire le lacrime
e se non mettessi sullo stesso piano la morte
con il fatto di finirla
grazie india
grazie provvidenza
grazie disillusione
grazie nulla
grazie chiarezza
grazie grazie silenzio

Alanis Morissette - That I Would Be Good

Che avrei fatto la brava anche se non avessi                                    
combinato niente                                                
            Clicca sull'immagineMorissette Alanis
che avrei fatto la brava anche se avessi ricevuto il pollice verso
che avrei fatto la brava se mi fossi ammalata e lo fossi rimasta
che avrei fatto la brava anche se avessi guadagnato cinque chili
che sarei stata bene anche se fossi finita in bancarotta
che avrei fatta la brava anche se avessi perso i miei capelli e la mia giovinezza
che sarei stata grande se non fossi stata più la regina
che sarei stata grandiosa se non fossi stata più conosciuta da tutti
che sarei stata amata anche quando mi stordisco
che avrei fatto la brava anche quando sono sopraffatta
che sarei stato amata anche quando ero su tutte le furie
che avrei fatto la brava anche quando ero appiccicosa
che avrei fatto la brava anche se avessi perso la ragione
che avrei fatto la brava con o senza di te
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categoria:amore, riflessioni, ricordi, canzoni, foto
04/04/2007
PaesaggioTAMASO MA JYOTIRGAMAYA

Tra i fiori sul sepolcro a voi innalzato
sta sussurrato che il mio cuore intanto
non ha più un solo desiderio o un canto
in cui disperdere con forza il fiato.

Mi sento non più qui, un sacro peccato
che si consuma per un dio soltanto,
e il cui risorger delle lune è un manto
in cui nascondo i giorni e ciò che è stato.

E ciò che è adesso è visita di un giorno
tra le memorie vostre, il marmo, i volti
che si ripete tra tristezze intorno,

tra dubbi e assenze e vuoti che già folti
mi segnano con calma e in cui adorno
i fiori mentre muoio tra i raccolti.

Flavio Perizzolo


rosa di sangue
ROSA PRISTINA

La rosa che profuma di tristezza
ricorda i petali che nel dolore
perse, già ormai sapendo che bel fiore
più non sarebbe stata in fredda brezza.

Si erge appena, l’unica freschezza
stante in tacito o mistico stupore
d’essere ancòra; il vento è lì che smuore
tra le cadute spoglie di dolcezza.

Antica rosa al sacrificio incline,
spesso sorride avendo grazie addosso
in cui ferisce sé e il senso affine.

Ha scelto di adagiarsi al vento mosso
per non morire che di proprie spine,
il suo colore è nel suo sangue rosso.

Flavio Perizzolo

HippolyteS.

Se potessi spruzzare estese lacrime
sul tuo lontano cuore,
o una felicità soltanto, e poca,
te la darei nel pianto e col sapor
di mare, ma non sapresti davvero
dire se di dolcezze amare vive
o se spumose di marino sale.
Non chiederesti, no, ad alcun destino
la differenza in quelle gocce amene,
ma è il mio silenzio, il tuo, che lascia uguale
questo sperduto amore,
è il mio soffrir la morte e il voler bene.
Non so più credere, nemmeno piangere,
non so che odore dare al desiderio
che si confonde in cielo,
il mare, un fiore, vita e un po’ l’amore,
così continuerò a chiamare il nome
che non distingue alcuna delle rose
che la vita ha ricamato
sulla tua anima, il tuo volto, il cuore:
ed io con lei ricamo al giorno un velo
che dice e poi non dice un bacio.

Flavio Perizzolo

Ken Watson
S.
Ho riso
alle parole mute della sera
che a me parevano un po’ sacre o solo
ricolme di poetica attenzione.
Sorridevano alla luna, non quella
dei poeti né degli amori eccelsi,
quella soltanto piccola e smarrita
che nei tuoi occhi si svestiva appena.
Era assai nuova, poiché
il lago tremolava col mio cuore
sicché le onde a riva
erano dense più d’ogni altra notte,
come a voler bagnarti di dolcezza
l’anima.
Flavio Perizzolo

Red-SunsetS.
Non è vederti che mi addensa il cuore,
è già il pensarti, ché non meno amata
sei di una grazia o di una forza alata
ad ingraziare l’anima di amore.
Quando un tramonto incide di rossore
il cielo, intimorisce la velata
forza nel petto in cui sei sigillata,
sangue e fuoco riversano il mio ardore.
Soffiare il canto del segreto affresco
non è sublime, quel soffiarlo vero
me lo dipinge forte e ormai più fresco;
non sarà amore, forse, il senso altero
che infondo al dono entro il quale accresco
nel tuo esser qui il mio bene, il mio pensiero
Flavio Perizzolo

prayer4PREGHIERA APERTA

Maria, di grazia piena
quanto il dolore del mio niente
senza padre senza madre,
raccogli il grigio delle sacre ceneri
e fanne con divina forza
il colore stanco del mio
silenzio. Signora
divina degli addolorati,
inventa delle lacrime mie vere
ricamandovi una pioggia di nulla
in cui il più irreale abbaglio
per sé solo si indovina.
Tu, Donna Santa delle ingenuità
di cui sbaglio, di cui muoio,
confondi delle mie colpe la grazia
e cela nel profano ciò che resta;
quel che non sorge, se si vive,
è una gran festa.
Flavio Perizzolo

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categoria:poesie, poesia, riflessioni
06/04/2007
                                                                                                                                            CrocifissoNOMADI - DIO E' MORTO
Ho visto
La gente della mia età andare via
Lungo le strade che non portano mai a niente
Cercare il sogno che conduce alla pazzia
Nella ricerca di qualcosa che non trovano nel mondo che hanno già
Lungo le notti che dal vino son bagnate
Dentro le stanze da pastiglie trasformate
Lungo le nuvole di fumo, nel mondo fatto di città,
Essere contro od ingoiare la nostra stanca civiltà
E un Dio che è morto
Ai bordi delle strade Dio è morto
Nelle auto prese a rate Dio è morto
Nei miti dell'estate Dio è morto.
Mi han detto che questa mia generazione ormai non crede
In ciò che spesso han mascherato con la fede
Nei miti eterni della patria o dell'eroe
Perché è venuto il momento di negare tutto ciò che è falsità
Le fedi fatte di abitudini e paura
Una politica che è solo far carriera
Il perbenismo interessato, la dignità fatta di vuoto
L'ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto
E un Dio che è morto
Nei campi di sterminio Dio è morto
Coi miti della razza Dio è morto
Con gli odi di partito Dio è morto.
Ma penso
Che questa mia generazione è preparata
A un mondo nuovo e a una speranza appena nata
Ad un futuro che ha già in mano, a una rivolta senza armi
Perché noi tutti ormai sappiamo che se Dio muore è per tre giorni
E poi risorge
In ciò che noi crediamo Dio è risorto
In ciò che noi vogliamo Dio è risorto
Nel mondo che faremo
Dio è risorto,
Dio è risorto
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categoria:musica, poesie, poesia, riflessioni, nomadi
06/04/2007

Franco Battiato - Prospettiva Nevski

Vaclav_Nižinskij



Un vento a trenta gradi sotto zero
incontrastato sulle piazze vuote e contro i campanili
a tratti come raffiche di mitra disintegrava i cumuli di neve.
E intorno i fuochi delle guardie rosse accesi per scacciare i lupi
e vecchie coi rosari.
Seduti sui gradini di una chiesa
aspettavamo che finisse messa e uscissero le donne
poi guardavamo con le facce assenti la grazia innaturale di
Nijinsky.




E poi di lui si innamorò perdutamente IGOR STRAVINSKY
il suo impresario
e dei balletti russi.
L'inverno con la mia generazione
le donne curve sui telai vicine alle finestre
un giorno sulla prospettiva Nevski per caso
vi incontrai
Igor Stravinsky




e gli orinali messi sotto i letti per la notteSergei Eisenstein
e un film di
Ejzenstejn sulla rivoluzione.
E studiavamo chiusi in una stanza
la luce fioca di candele e lampade a petrolio
e quando si trattava di parlare aspettavamo sempre con piacere
e il mio maestro mi insegnò com'è difficile trovare
l'alba dentro l'imbrunire.








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categoria:musica, riflessioni, ricordi, canzoni, foto
07/04/2007
"Poiché i nostri popoli sono sull'orlo della disperazione e della rassegnazione, abbiamo deciso di esprimere la nostra protesta e di scuotere la coscienza del popolo.
Il nostro gruppo è costituito da volontari, pronti a bruciarsi per la nostra causa.

Poiché ho avuto l'onore di estrarre il numero 1, è mio diritto scrivere la prima lettera ed essere la prima torcia umana.
Noi esigiamo l'abolizione della censura e la proibizione di Zpravy (il giornale delle forze d'occupazione sovietiche).
Se le nostre richieste non saranno esaudite entro cinque giorni, il 21 gennaio 1969, e se il nostro popolo non darà un sostegno sufficiente a quelle richieste, con uno sciopero generale e illimitato, una nuova torcia s'infiammerà". Fiaccola n.1

Jan PalachIl 16 gennaio del 1969 In Piazza San Venceslao,Jan Palach, 21 anni, sacrifica  la sua vita dandosi fuoco: E' La fiaccola n.1
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categoria:riflessioni, ricordare
07/04/2007
David Pena DorantesDavid Pena Dorantes - Orobroy     qui

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categoria:musica, riflessioni
07/04/2007

Pat MethenyPat Metheny - Spiritual   qui

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categoria:musica, riflessioni, ricordi
07/04/2007

The Verve

The Verve - Drugs Don't Work   qui


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categoria:musica, riflessioni, ricordi
09/04/2007

Nina simoneNina Simone - House Of The Rising Sun    qui

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categoria:musica, riflessioni, ricordi
09/04/2007


«Porto le mie ferite nel cuore, ma quelle del mondo le ho sulle spalle»

Dott. Albert Schweitzer

AlbertS
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categoria:riflessioni
11/04/2007

Crosby, Stills, Nash and YoungCrosby Still Nash & Young - Chicago   

Poiché il tuo fratello è legato e imbavagliato
E lo hanno incatenato a una sedia
Non vorresti per favore venire a Chicago, soltanto per cantare?
In una terra conosciuta per la libertà come può una cosa simile essere giusta?
Non vorresti per favore venire a Chicago, per l’aiuto che possiamo portare?
Noi possiamo cambiare il mondo, rimettere in ordine il mondo
Sta morendo, per diventare migliore
Politici, rimettetevi a sedere, non c’è niente per voi qui
Non vorresti per favore venire a Chicago, per una manifestazione?
Non chiedere a Jack di aiutarti perché ha girato la testa dall’altra parte
Non vorresti per favore venire a Chicago, piuttosto che passare dall’altra parte?
Noi possiamo cambiare il mondo, rimettere in ordine il mondo
Sta morendo – se tu credi nella giustizia
Morendo – che un uomo possa vivere la sua vita
Morendo – leggi e regole, chi ne ha bisogno spalanchi la porta
In qualche modo il popolo sarà libero
Spero che quel giorno arrivi presto
Non vorresti per favore venire a Chicago? mostra il tuo volto
Dal fondo degli oceani fino alle montagne della luna
Non vorresti venire a Chicago? Nessun altro può prendere il tuo posto
Noi possiamo cambiare il mondo, rimettere in ordine il mondo
Sta morendo – se tu credi nella giustizia
Morendo – e se tu credi nella libertà
Morendo – che un uomo possa vivere la sua vita
Morendo – leggi e regole, chi ne ha bisogno?
Apri la porta

Crosby Still Nash & Young - Chicago
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categoria:musica, riflessioni, traduzioni, ricordi
11/04/2007
David Gilmour - Je crois entendre encore

Je crois entendre encore                                   David Gilmour
Cache sous les palmiers
Sa voix tendre et sonore
Comme un chant de ramiers.

Oh nuit enchanteresse
Divin ravissement
Oh souvenir charmant,
Folle ivresse, doux reve!

Aux clartes des etoiles
Je crois encor la voir
Entr'ouvrir ses longs voiles
Aux vents tiedes du soir.

Oh nuit enchanteresse
Divin ravissement
Oh souvenir charmant
Folle ivresse, doux reve!

Charmant Souvenir!
Charmant Souvenir!

(Da "I pescatori di perle", opera lirica di Georges Bizet)
postato da: AminaAmina alle ore 19:22 | Permalink | commenti (1)
categoria:musica, riflessioni, ricordi
13/04/2007
DURANTE TUTTO IL VIAGGIO…                                             Clicca l'immagine
Hikmet
Durante tutto il viaggio
la nostalgia non si è separata da me
non dico che fosse la mia ombra
mi stava accanto nel buio
non dico che fosse come le mani e i miei piedi
quando si dorme si perdono le mani e i piedi
io non perdevo la nostalgia nemmeno durante il sonno.

Durante tutto il viaggio
la nostalgia non si è separata da me
non dico che fosse fame o sete o desiderio
del fresco nell’afa o del caldo nel gelo
era qualcosa che non può giungere a sazietà
non era gioia o tristezza
non era legata alle città alle nuvole alle canzoni ai ricordi
era in me e fuori di me.

Durante tutto il viaggio la nostalgia                                      
non si è separata da  me
e del viaggio non mi resta nulla
se non quella nostalgia.

(Immagine da http://www.sfonditalia.it/PoesieHikmet.htm)
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categoria:poesie, poesia, riflessioni, ricordi
13/04/2007

emily dickinson
Dopo un grande dolore viene un senso solenne
stanno composti i nervi, come tombe,
Il cuore irrigidito chiede se proprio lui
Soffrì tanto? Fu ieri o qualche secolo fa?
I piedi vanno attorno come automi
Per un'arida via
Di terra o d'aria o di qualsiasi cosa,
Indifferenti ormai:
Una pace di quarzo, come un sasso.
Questa è l'ora di piombo, e chi le sopravvive
La ricorda come gli assiderati
Rammentano la neve:
Prima il freddo, poi lo stupore, infìne
l'inerzia
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13/04/2007
                                                                                                                            Clicca sull'immagine                
Jacques-PrevertIL MESSAGGIO

La porta che qualcuno ha aperto
La porta che qualcuno ha chiuso
La sedia sulla quale qualcuno s'è seduto
Il gatto che qualcuno ha carezzato
Il frutto che qualcuno ha addentato
La lettera che qualcuno ha letto
La sedia che qualcuno ha rovesciato
La porta che qualcuno ha aperto
La strada sulla quale qualcuno corre ancora
Il bosco che qualcuno attraversa
Il fiume nel quale qualcuno si getta
L'ospedale dove qualcuno è morto
                                                                                               
postato da: AminaAmina alle ore 21:26 | Permalink | commenti (1)
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